Palazzo comunale
Quello che oggi costituisce il Palazzo Comunale era, nella sua parte originaria, la casa del giurista bolognese Accursio, i discendenti del quale, nel 1287, la vendettero al Comune.
Grosso modo nello stesso periodo, alcuni elementi della fazione ghibellina del luogo vennero battuti da membri della fazione guelfa: questa disfatta comportò l’espropriazione degli sconfitti dalle loro dimore, che vennero rase al suolo per consentire l’edificazione del Palazzo della Riada.
Sulla facciata così costituita del Palazzo venne posta nel 1300 una statua in rame di Papa Bonifacio VIII, realizzata dal senese Manno Bandini.
Nel 1336 il Palazzo Comunale venne ulteriormente ingrandito per volere del signore di Bologna Taddeo Pepoli, che, nel 1359, decise anche la sua fortificazione con l’acquisizione della Torre dei Lapi a sud, sul lato della Porta Nuova e la costruzione del Torrone a nord-ovest (edificato nel 1352).
In seguito ad un incendio verificatosi nel 1425 la facciata del palazzo venne ristrutturata e riacquistò forme tardo gotiche ad opera di Fioravante de’ Fioravanti. Quando nel 1478 la peste stava letteralmente decimando la popolazione, sulla facciata del palazzo più antico venne sistemata una statua di Madonna con bambino, realizzata in terracotta dorata da Nicolò dell’Arca.
La parte destra del palazzo venne costruita all’epoca dell’entrata in Bologna di Giulio II, nel 1506.
Ancora successiva è la costruzione del portale a doppio ordine di Galeazzo Alessi e Domenico Ribaldi. A cavallo tra 1573 e 1580 venne realizzato dallo scultore Alessandro Menganti il monumento bronzeo in onore del Papa Gregorio XIII, che uniformò il calendario civile all’anno solare, creando il calendario gregoriano.
Una volta entrati nel Palazzo Comunale si entra nel cortile (quasi interamente opera del Fioravanti), da cui si accede ai piani superiori del palazzo, passando per lo scalone costruito su progetto del Bramante.
Al primo piano si trova la cosiddetta Sala d’Ercole (così chiamata in ragione della imponente scultura dell’eroe, eseguita in terracotta da Alfonso Lombardi su commissione di Leone X de’ Medici): la sala, oggi utilizzata per esposizioni temporanee, costituiva un tempo la sede delle magistrature cittadine.
La Sala del Consiglio è invece sede del Consiglio Comunale ed è realizzata in stile barocco.
Il secondo piano ospita quelle che un tempo costituivano le sale di rappresentanza del Legato Pontificio, oltre che la sua residenza estiva. Particolarmente bella è la Sala Regia, anche detta Sala Farnese, che serviva da anticamera per le personalità che attendevano di ricevere udienza dal Legato. Sulle pareti della stanza si trovano diversi affreschi raffiguranti la storia politica ed ecclesiastica di Bologna. Gli affreschi, seicenteschi, furono eseguiti su ordine del Legato Girolamo Farnese, da Carlo Cignali. La sala ospita anche una scultura in bronzo raffigurante Alessandro VII. Una porta di notevoli dimensioni conduce alla Cappella Farnese, dove si trovano gli splendidi affreschi con Storie della Vergine di Prospero Fontana.
Dalla Sala Farnese, oltre che alla cappella, si ha anche accesso al Museo Moranti (incentrato appunto sulla figura dell’artista) e alla Collezione Mussale del Comune.