Piazza Maggiore
Cuore e fulcro urbanistico della città di Bologna, della quale costituisce la piazza principale, Piazza Maggiore ospita i più significativi edifici dell’epoca medievale; tra questi, il più antico è il Palazzo del Podestà, che delimita il lato settentrionale della piazza e presenta sulla sua sommità la celebre Torre dell’Arengo.
Ad occidente la piazza è invece delimitata dal Palazzo Comunale (o d’Accursio), risalente grosso modo al XIV secolo: oltre ad essere sede del Comune, l’edificio è anche sede del Museo Moranti.
Il lato meridionale è occupato dalla Basilica di San Petronio, classico esempio di gotico italiano, benché la sua facciata ci appaia incompiuta: la Basilica venne iniziata a partire dal XIV secolo e ci vollero ben tre secoli prima di portare a termine i lavori.
La Basilica di San Petronio comprende anche un campanile, nel quale, nella seconda metà del XVI secolo, venne realizzato ed installato un particolare sistema in grado di far suonare contemporaneamente le quattro campane componenti il sistema campanario per mezzo di una rotazione di trecentosessanta gradi. Per essere in grado di far funzionare questo complicato meccanismo “alla bolognese” sono necessarie competenze specifiche che vengono infatti tramandate tradizionalmente di padre in figlio.
La parte orientale della Piazza Maggiore ospita il Palazzo dei Bianchi, con la sua facciata cinquecentesca costruita su progetto di Giacomo Barozzi detto il Vignola.
Il Portico dei Bianchi è unito a quello dell’Archiginnasio (sede medievale dell’Università di Bologna), che ne costituisce la logica prosecuzione. Nella Piazza trova posto anche il Palazzo dei Notai edificato tra il 1384 e il 1422.
Quando nel XIII secolo si iniziarono i lavori per la realizzazione della Piazza Maggiore per cercare di trovare una soluzione al problema dello spazio da adibire a mercato stabile, dove i commerciati ed i notai potessero svolgere i propri affari, la piazza si presentava con una struttura ancora lontana da quella attuale, che iniziò a delinearsi appena a partire dal XV secolo.
Nel XVI secolo il Papa stesso dispose, per mezzo del Cardinale Legato Carlo Borromeo, che la piazza andava risistemata completamente. Fu così che anche i dintorni dell’area vennero risistemati, con la costruzione della Piazza del Nettuno (con al centro la fontana del Giambologna) e il Palazzo dell’Archiginnasio.
Nel 1860 la piazza venne intitolata come Piazza Vittorio Emanuele II, ma, col finire della Seconda Guerra Mondiale, il monumento equestre del re venne definitivamente trasferito ai Giardini Margherita e la piazza vide mutare il proprio nome in quello attuale.