San Petronio

Dedicata al vescovo Petronio (cui, in base ad una leggenda medievale, si attribuisce la fondazione della città nel V secolo), la Basilica di San Petronio venne edificata a partire dal XIV secolo su progetto di Antonio di Vincenzo.

Eretta la facciata, parte della navata maggiore e di quelle minori, le cappelle laterali e i basamenti marmorei, di Vincenzo morì e, sebbene i lavori fossero continuati sulla base del suo progetto, una volta arrivati al presbiterio l’attività edificatoria si interruppero per essere ripresa solo nel XVII secolo, quando, al posto della parte terminale della croce latina che avrebbe voluto Antonio, venne edificato un abside semicircolare. Venne inoltre realizzato l’altare maggiore e, successivamente le volte ogivali della navata centrale.

I lavori di rivestimento della facciata furono iniziati nel XVI secolo, ma ben presto si interruppero per non essere più ripresi, lasciando così gran parte della facciata scoperta. La parte inferiore del frontespizio è tuttora costituita da marmi bianchi e rossi che rappresentano i simboli araldici di Bologna. La facciata presenta tre porte (del XV secolo) incompiute: la maggiore è una creazione di Jacopo Della Quercia e si presenta adornata tanto sui pilastri laterali quanto sull’architrave con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

La porte minori, del XVI secolo, furono realizzate su progetto di Domenico di Varignana e di Ercole Seccaderani.

La Basilica di San Petronio doveva, nelle intenzioni di chi ne commissionò la costruzione, svolgere un ruolo di tempio che fondesse in sé gli ideali, tanto religiosi quanto civici di Bologna. Questa particolarità è sottolineata nelle ventidue cappelle presenti all’interno dell’edificio, realizzati da artisti di dama e dedicate ciascuna a precise famiglie e corporazioni in vista nell’ambito della vita politica cittadina bolognese a cavallo tra XIV e XVIII secolo.

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