La Basilica di S. Stefano
Una delle più antiche e rappresentative chiese di Bologna la Basilica di Santo Stefano (anche detta delle sette chiese, proprio perché tale era anticamente il numero degli edifici sacri che la componevano) era anticamente conosciuta come “Santa Gerusalemme”.
Secondo la leggenda, infatti, la Basilica venne fondata intorno a metà Quattrocento dal vescovo bolognese Petronio, il quale avrebbe dedicato al martire cristiano Stefano il sacro edificio, nel quale avrebbe anche ricostruito i luoghi della Passione di Cristo cercando di riprodurre il più fedelmente possibile la chiesa da lui vista a Gerusalemme nel corso di un suo viaggio.
Grazie agli scavi archeologici effettuati nella zona sappiamo che nell’area dove ora sorge la Basilica anticamente si trovava un cimitero cristiano. Dopo la sua costruzione, la Basilica di Santo Stefano subì diverse ristrutturazioni, influenzate in parte dai conquistatori della città (come i longobardi ad esempio), in parte dall’intensa attività edilizia dei monaci benedettini (tra XI e XIII secolo): alcune di queste modifiche successive sono visibili ancora oggi nei tratti romanici e in quelli barocchi.
Dopo il restauro del 1880 le celebri sette chiese furono ridotte a quattro e precisamente: la chiesa di Giovanni Battista (di età romanica, ma contenente un Presbiterio barocco Seicentesco), la chiesa del San Sepolcro, la chiesa dei Santi Vitale e Agricola e la chiesa della Trinità o del Calvario (anche detta “del Martirio” perché costruita su un precedente martyrion paleocristiano), che costituisce probabilmente quella che, un tempo, era la Basilica originaria.
Alla Basilica di Santo Stefano si ha accesso attraverso la chiesa longobarda di San Giovanni Battista (risalente all’VIII secolo, anche detta “Chiesa del Crocifisso”) , dalla caratteristica facciata a capanna, con un bel rosone ottocentesco al suo centro. All’interno della chiesa, oltre al pulpito (dal quale, anticamente, venivano mostrate ai fedeli le reliquie dei santi) e al presbiterio barocco, si trovano numerosi e pregevoli affreschi quattrocenteschi e una cripta della fine dell’XI secolo.
Usciti dalla chiesa del Battista ci si trova davanti quella del Sepolcro (anche detta “chiesa della Resurrezione”), dalla particolare forma ottagonale nel perimetro esterno e dodecagonale in quello interno, al centro del quale si trova l’edicola con le spoglie di San Petronio.
La chiesa successiva è quella dedicata ai Santi Vitale e Agricola, risalente, nel suo nucleo originario, al IV secolo, ma con splendidi mosaici pavimentali del XII secolo. Fuori dalla chiesa si trova un cortile detto “di Pilato”, perché al suo centro si trova una vasca, simbolo della bacinella nella quale Pilato si lavò le mani. Lasciato il “cortile di Pilato” si accede al chiostro benedettino del XI secolo, che, a sua volta, porta al Museo della Basilica, dove si trovano diversi affreschi e dipinti, ma anche molte reliquie di santi che hanno reso la Basilica di Santo Stefano ancora più celebre e importante attraverso i secoli.
Dal cortile si ha accesso a diverse cappelle (tra le quali quella della Consolazione e quella dei Lombardi).Inserisci un commento sull'argomento "La Basilica di S. Stefano"