Il 26 febbraio 1390, il comune di Bologna diede incarico a Antonio Di Vincenzo di avviare i lavori di edificazione di una maestosa cattedrale in stile gotico.
La chiesa sarebbe stata costruita in onore di San Petronio, il Santo protettore di Bologna, di cui fu vescovo nel V sec. d. C.. Inizialmente si pensò di edificare una struttura che per dimensioni e bellezza, doveva superare la Basilica di San Pietro a Roma, ma per volere papale, tale progetto venne bloccato sul nascere.
Il 7 giugno dello stesso anno si diede avvio ad un grande cantiere, che per dimensioni risultava secondo solo a quello del duomo di Milano.
Le imponenti dimensioni della Basilica di San Petronio (132 metri di lunghezza e 60 di larghezza, con un'altezza della volta di 45 metri) la rendono non solo la chiesa principale di Bologna ma ne fanno la quinta chiesa più grande del mondo.
La costruzione della chiesa iniziò dalla facciata antistante la piazza principale della città, per comunicare fin da subito alla popolazione la presenza del grande tempio.
I lavori procedettero lentamente, per secoli.
Basti pensare che nel 1393 furono costruite le due prime cappelle per parte, ma solo nel 1479 si diede avvio alle ultime. Quanto alle volte gotiche della navata centrale, furono costruite addirittura nel 1646–1658, in piena età barocca, da Girolamo Rainaldi.
Rimase irrisolto il problema della facciata. Inizialmente fu adornata dal basamento marmoreo di Antonio di Vincenzo, su cui erano stati costruiti il portale maggiore di Jacopo della Quercia e i due portali minori. Il rivestimento completo della parete, iniziato nel 1538 su disegno di Domenico da Varignana, ma si arrestò tra intense controversie.
Il rallentamento fu dovuto a causa dei lavori più volte fermati e ripresi:furono interpellati numerosi architetti (fra questi Baldassarre Peruzzi, Jacopo Barozzi Da Vignola, Andrea Palladio, Alberto Alberti) chiamati per proporre soluzioni artistiche senza mai trovare una soluzione definitiva.
Ancora oggi la facciata risulta essere incompleta, manca infatti la parte superiore del rivestimento esterno rimasto in cotto.
Nella chiesa è possibile ammirare le decorazione in puro stile gotico internazionale per opera, soprattutto, di Giovanni da Modena, in particolare Il Giudizio finale, Scene della vita di San Petronio e il Viaggio dei Magi.
E’ di una suggestiva bellezza anche una Meridiana costruita nel 1655 su progetto dell'astronomo Giovanni Domenico Cassini: i suoi 66,8 m di lunghezza ne fanno la più lunga linea meridiana al mondo.
La grande basilica di San Petronio appartenne a lungo al Comune, che nei secoli ne fece molteplici usi e non solo per fini religiosi: fu adibita anche a luogo di cerimonie, ritrovo pubblico, tribunale.
Solo dal 1929, a seguito dei Patti Lateranensi, la basilica fu trasferita alla Diocesi. Anche per questo motivo la chiesa, peraltro mai del tutto compiuta, fu consacrata solo nel 1954 dal cardinale Lercaro, e solo dal 2000 conserva le reliquie del santo patrono.
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