Storia Bologna

Trascurando le leggende che ruotano intorno alla fondazione della città, ciò che sappiamo dell’antica Bologna lo dobbiamo agli scavi effettuati a partire da metà Ottocento in poi nella vicina Villanova (primo centro abitato dell’attuale Emilia Romagna): tali scavi hanno fatto venire alla luce i resti delle civiltà che qui si stabilirono in passato ed hanno permesso di stabilire che la zona fu abitata a partire dal IX secolo a.C. (per i motivi suddetti, la fase tra XI e Vi secolo a.C. della storia della città è detta “fase villanoviana”).

A cavallo tra VII e VI secolo a.C. il territorio venne progressivamente occupato dagli etruschi, che chiamarono la località Felsina: all’interno di questo centro si trovava anche, come d’abitudine etrusca, un’area sacra denominata Villa Cassarini.

Tra V e IV secolo a.C. furono i Galli ad insidiare questa ed altre zone della penisola italica. L’egemonia gallica, tuttavia, nulla poté contro l’avanzata romana: a partire dal 196 a.C. il popolo dei Galli venne gradualmente cacciato dai romani.

Con l’arrivo dei romani anche Felsina subì dei cambiamenti, ad iniziare dal nome, mutato, intorno al 189 a.C., in Bonomia, un vocabolo d’origine celtica, che significava “città” o “borgo fortificato”.

Alla rifondazione della città seguì un’importantissima rivoluzione stradale, che vide la realizzazione di una vera e propria rete di comunicazione, all’interno della quale assunse un ruolo di rilievo la costruzione della Via Emilia nel 187 a.C. per volontà del Console Marco Emilio Lepido.

Con l’ingrandirsi progressivo della città, nell’88 a.C. Bonomia si trasformò da semplice colonia in Municipio, il che significava che i suoi cittadini avevano acquisito l’ambita cittadinanza romana.

Con la morte di Giulio Cesare, la fine della Repubblica e la costituzione, nel 43 a.C., del secondo triumvirato (tra Antonio, Lepido e Ottaviano), i disordini, di stampo quasi guerresco che ne seguirono, portarono i triumviri a promettere delle ricompense ai veterano pur di averli dalla propria parte; tali ricompense consistevano in terreni loro assegnati nel territorio di Bonomia.

In età augustea Bonomia subì grandi opere di abbellimento, tra le quali la costruzione di pavimentazioni stradali stabili, fognature, canali e di uno splendido acquedotto che, raccolta l’acqua del torrente Setta a Sasso Marconi la trasportava fino alle porte della città attraversando Casalecchio di Reno, per distribuirlo, infine, in città per mezzo di tubi di piombo posti sotto le strade.

Vennero, inoltre, ristrutturati edifici pubblici con il marmo e realizzati bellissimi mosaici all’interno di quelli privati. Vennero realizzate terme, teatri, l’arena. Nacquero le prime vere fabbriche di tessuti.

Nel 53 a.C. Bonomia, costruita per lo più in legno, bruciò in un terribile incendio. Fu l’imperatore Nerone a prodigarsi per la sua completa ricostruzione.

Con la decadenza dell’Impero Romano d’Occidente, nel III secolo d.C., e le invasioni barbariche, i bolognesi si chiusero in una cerchia muraria, probabilmente fatta costruire dal vescovo di Milano, Ambrogio, che fece sistemare quattro croci (fatte trasferire nel 1780 nella Basilica di San Petronio) davanti a quattro delle sei porte di Bononia (nello specifico: “Porta Ravegnana”, “Porta San Procolo”, “Porta Stiera” e “Porta San Cassiano”).

A causa della caduta dell’Impero Romano d’Occidente Bologna subì secoli di anarchia, pur poi essere sottoposta al giogo longobardo fino al 774, quando Carlo Magno la rese al dominio del Papa Adriano I. In questo periodo si diffuse un dilagante monachesimo, unito ad un forte fervore religioso, che tra X e XI secolo lasciò lo spazio ad una altrettanto intensa passione civile, che sfociò in vere e proprie lotte per le investiture, che, a loro volta, portarono alla costruzione di nuovi edifici, quartieri, mura e porta fuori dalla cinta muraria della città (causandone perciò un netto ampliamento).

E’ di questo periodo la nascita del Comune, composto inizialmente solo da aristocratici (specie giuristi), che crearono l’Università, che determinò la fama della città per molto tempo e che portò il nome di Bologna in giro per il mondo con l’appellativo de “La Dotta”.

Nel XII secolo Bologna conobbe una notevole espansione edilizia, che portò, tra le altre cose, alla costruzione delle famose torri bolognesi (la costruzione della Torre degli Asinelli, per esempio, fu iniziata a partire dal 1109). Inoltre, in questo periodo la città divenne uno dei più importanti centri di scambio commerciale in Europa e subì un notevole sviluppo demografico che portò a ben due successivi ampliamenti delle sue mura. A guastare un periodo relativamente prospero e tranquillo intervennero le contestazioni contro Federico II e, naturalmente, anche il coinvolgimento della città nella guerra tra Guelfi e Ghibellini.

Se il XV secolo segnò la signoria della famiglia Bentivoglio, il XVI vide un ritorno della città all’autorità papale (con l’annessione allo stato pontificio), sotto la quale ancora si trovò per tutto il corso del XVII e buona parte del XVIII secolo. Le idee illuministe che iniziavano nel frattempo a diffondersi arrivarono anche a Bologna e presero piede per opera del bolognese Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, che purtroppo morì prima di poter concretizzare alcune delle importanti riforme che aveva in mente. La città a quel punto cadde in mano ai francesi di Napoleone Bonaparte. In questo periodo vennero fondati il Liceo Musicale, l’Accademia delle Belle Arti, il Teatro del Corso, il Teatro Contavalli, l’Arena del Sole e messi a nuovo o comunque ristrutturati diversi edifici.

Intorno alla metà del 1800 la città venne restituita all’autorità dello Stato Pontificio (1849) , ma con l’unificazione dello Stato italiano trovò una volta per tutte una propria collocazione da un punto di vista politico – amministrativo.

Fu all’Archiginnasio di Bologna che Mussolini subì, nel 1926, un attentato alla propria vita, inserito nel contesto di repressione operato dal Regime.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale molti edifici cittadini vennero gravemente danneggiati (tra questi proprio l’Archiginnasio, la Basilica di San Francesco, la Loggia dei Mercanti, il Teatro del Corso).

Uno dei giorni più terribili della storia recente di Bologna si registrò il 2 agosto 1980, con la strage della stazione di Bologna, inserita nel contesto degli anni di Piombo e del terrorismo dilagante in Italia.

A fine anni ’90 (precisamente nel 1999) si verifica una piccola rivoluzione nella Bologna che era sempre stata a prevalenza politica “rossa”: vince le elezioni comunali il partito di centro destra, che porta Giorgio Guazzaloca ad essere sindaco della città per i successivi cinque anni, al termine dei quali l’amministrazione torna in mano alla sinistra nella persona di Sergio Cofferati.

Nel 2002 viene ucciso il professor Marco Biagi, segnando un’altra triste pagina della storia cittadina.